Robo-advisor e consulente umano: le differenze
Negli ultimi anni, accanto alla figura tradizionale del consulente finanziario, si è diffusa anche una modalità di gestione degli investimenti basata su strumenti automatici, comunemente indicata con il termine robo-advisor. Questo articolo ha uno scopo puramente divulgativo: vuole spiegare che cosa sono questi servizi e in cosa si distinguono dal rapporto con un consulente umano, senza consigliare un'opzione rispetto all'altra e senza sminuire il valore di nessuno dei due approcci, che rispondono a esigenze diverse.
Cos'è un robo-advisor
Un robo-advisor è un servizio di gestione o di consulenza automatizzata che utilizza algoritmi per costruire e gestire un portafoglio di investimenti, sulla base di alcune informazioni fornite dall'utente. Tipicamente, l'utente risponde a una serie di domande relative ai propri obiettivi, al proprio orizzonte temporale e alla propria propensione al rischio, e il sistema, in base a queste risposte, propone e gestisce automaticamente una composizione di investimenti coerente con il profilo individuato.
Il processo, in questo modello, avviene in gran parte in modo digitale e automatizzato, con un intervento umano diretto ridotto rispetto al rapporto tradizionale con un consulente. Va precisato un aspetto importante: anche i servizi automatizzati offerti in Italia devono essere erogati da soggetti autorizzati e nel rispetto della normativa che disciplina i servizi di investimento. L'automazione riguarda la modalità con cui il servizio viene erogato, non un'esenzione dalle regole previste a tutela dell'investitore.
Il consulente finanziario umano: un rapporto basato sulla relazione
Il consulente finanziario umano, iscritto all'Albo Unico tenuto dall'OCF sotto la vigilanza della CONSOB, opera invece attraverso una relazione diretta e personale con il cliente. Oltre a raccogliere le informazioni sugli obiettivi e sul profilo di rischio, un consulente umano può cogliere sfumature, porre domande di approfondimento, adattare la comunicazione alla persona che ha di fronte e accompagnarla nel tempo, soprattutto nei momenti di maggiore incertezza. Il ruolo concreto del consulente finanziario è approfondito in un altro articolo dedicato del blog, a cui rimandiamo per una descrizione più completa.
Le differenze in termini di personalizzazione
Una delle differenze più rilevanti tra i due approcci riguarda il livello di personalizzazione. Un robo-advisor costruisce le proprie proposte sulla base delle informazioni raccolte attraverso un questionario strutturato, all'interno di schemi predefiniti dagli algoritmi che lo governano. Questo permette una certa personalizzazione, ma inevitabilmente entro i limiti delle categorie previste dal sistema.
Un consulente umano, invece, può cogliere elementi più sfumati e specifici della situazione del cliente, adattando le proprie valutazioni a circostanze particolari che difficilmente rientrano in uno schema automatico, come situazioni familiari complesse, esigenze molto specifiche o cambiamenti improvvisi nella vita della persona.
Le differenze nella gestione di situazioni complesse o momenti emotivi
Un'altra differenza significativa emerge nella gestione delle situazioni complesse e dei momenti emotivamente delicati. Le decisioni finanziarie, soprattutto nei momenti di forte volatilità dei mercati, sono spesso accompagnate da reazioni emotive che possono spingere a scelte impulsive.
In queste situazioni, un consulente umano può svolgere un ruolo di confronto e di accompagnamento, aiutando il cliente a mantenere una visione di lungo periodo e a non lasciarsi guidare unicamente dall'emotività del momento. Un servizio automatizzato, per sua natura, offre un tipo di supporto diverso, più legato all'esecuzione di regole predefinite che a un dialogo personale nei momenti di difficoltà. Per alcune persone questo non rappresenta un problema, per altre invece il confronto umano in questi frangenti ha un valore particolare.
Le differenze nei costi tipicamente associati
Anche sul piano dei costi i due approcci tendono a distinguersi. I servizi di robo-advisor sono spesso associati a costi complessivamente più contenuti rispetto a un rapporto di consulenza personale, proprio in ragione del minore intervento umano e della maggiore automazione dei processi.
Un rapporto con un consulente umano può comportare costi diversi, legati al valore della relazione personale, dell'analisi approfondita e dell'accompagnamento nel tempo. Non è corretto affermare in astratto quale dei due approcci sia più conveniente, perché la valutazione dipende dal tipo di servizio ricevuto e dalle esigenze specifiche di ciascuno: il costo va sempre considerato insieme a ciò che si riceve in cambio, non isolatamente.
Le differenze nel tipo di relazione
Infine, i due approcci si distinguono per il tipo di relazione che offrono. Il robo-advisor propone un'esperienza prevalentemente digitale, immediata e accessibile in autonomia, adatta a chi predilige la semplicità e la gestione online. Il consulente umano offre invece una relazione personale e continuativa, costruita nel tempo, adatta a chi attribuisce valore al confronto diretto e alla possibilità di rivolgersi a una persona di riferimento.
Prima di scegliere, in entrambi i casi, restano utili le stesse buone abitudini di valutazione: nel caso del consulente umano, ad esempio, può essere utile porre le domande giuste in un primo colloquio, tema che abbiamo approfondito in un altro articolo dedicato del blog.
La scelta dipende dalle proprie esigenze
Non esiste una risposta valida per tutti, e non è corretto presentare uno dei due approcci come automaticamente superiore all'altro. Un robo-advisor può risultare adatto a chi ha esigenze relativamente semplici, predilige la gestione digitale e attribuisce valore ai costi contenuti e all'immediatezza. Un consulente umano può risultare più adatto a chi ha una situazione più complessa, molteplici obiettivi da coordinare, o semplicemente preferisce il valore di una relazione personale e di un confronto diretto, soprattutto nei momenti di incertezza.
Esistono anche soluzioni intermedie, che combinano elementi di automazione con il supporto umano: anche in questi casi, ciò che conta è comprendere chiaramente che tipo di servizio si sta ricevendo, da parte di quale soggetto autorizzato, e a quali condizioni.
In sintesi
Il robo-advisor e il consulente finanziario umano rappresentano due modalità diverse di affrontare la gestione dei propri investimenti: la prima basata sull'automazione e sugli algoritmi, la seconda sulla relazione personale e sull'accompagnamento nel tempo. Si distinguono per livello di personalizzazione, capacità di gestire situazioni complesse e momenti emotivi, costi tipicamente associati e tipo di relazione offerta. La scelta più adatta dipende dalle esigenze, dalla complessità della propria situazione e dalle preferenze individuali di ciascuno, e non da una presunta superiorità assoluta di uno dei due approcci.
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